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Martedì, 22 Ottobre 2019

La schiava nel mondo

La schiava non vanta entusiasti seguaci soltanto in Alto Adige, viene apprezzata anche altrove, nel vasto mondo. Abbiamo intervistato alcuni commercianti e importatori che lavorano la schiava con successo. Una cosa si evince chiaramente dalle risposte: tanto più ci si allontana, tanto meno pregiudizi ci sono sulla schiava, e tanto più viene apprezzata.

ARTISANAL CELLARS
White River Junction, Vermont, USA
Rafael Flores, titolare

Come ha scoperto la schiava?
Lavoravo in un wine shop di New York, nei pressi del Lincoln Center. Li ho bevuto per la prima volta una schiava, era di Sölva. La abbiamo gustata insieme a del salame, ed era semplicemente deliziosa.

Cosa le piace in particolar modo di questa varietà?
La sua freschezza, vivacità, le sue molteplici possibilità di combinazione con i cibi, e in generale il suo carattere unico.

I suoi clienti come vedono la schiava?
Inizialmente la considerano un vino leggero e fresco, semplice e piacevole da bere. Poi però rimangono sorpresi dalla pienezza del suo sapore, che non si aspettano da un vino così chiaro. Ma penso che sia un problema specifico degli appassionati di vino americani che pensano che i vini, per essere espressivi, debbano essere sempre scuri. Ma anche questo lentamente sta cambiando e anche i vini leggeri sono sempre più amati.

Lei personalmente che idea ha della schiava?
È una straordinaria specialità regionale, una varietà che dovrebbe essere apprezzata semplicemente per quello che è. Penso che per specialità del genere dovrebbe esserci sempre una collocazione.


VOLIO VINO IMPORTS
Denver, Colorado, USA
Charles Lazzara, titolare

Come ha scoperto la schiava?
Per la prima volta ho bevuto una schiava nel 2001 in un wine bar a Firenze.

Cosa le piace in particolar modo di questa varietà?
L'aromaticità, il sapore intenso e la bevibilità.

Lei personalmente che idea ha della schiava?
La schiava è un aperitivo perfetto, ma si abbina perfettamente anche al pesce, alla carne bianca e in generale è ottima in estate, leggermente fresca. Non è un vino troppo serio, come un buon amico con cui ci si può divertire.

I suoi clienti come vedono la schiava?
Spesso paragonano la schiava, come varietà, al dolcetto: leggera, fruttata, bevibile e ad un prezzo interessante.


AMBIENTE WINE DISTRIBUTING
Austin, Texas, USA
Stephan Hockey, direttore vendite

Come ha scoperto la schiava?
In occasione di una visita alla Cantina di Caldaro nel 2010. C'era una bottiglia sul bancone e abbiamo chiesto di assaggiarla.

Cosa le piace in particolar modo della schiava?
La sua sobrietà e autenticità. La schiava è un prodotto regionale convincente che sta lentamente trovando il suo posto nel mercato mainstream. Ma è ancora originale e ha superato indenne tutti gli interventi di enologi e tecnici di cui soffrono le altre varietà. Si tratta di un vino che posso consigliare senza esitazione a chi sta cercando un buon prodotto nuovo.

I suoi clienti come vedono la schiava?
La originalità un po' ruvida della schiava si sposa in modo magnifico alla nostra cucina fresca e campagnola. La leggerezza di molte schiave si abbina perfettamente alla carne bianca, alla pasta e naturalmente alla verdura. La schiava viene acquistata molto dalle persone che amano anche la fresca cucina campagnola.


OLIVER MCCRUM WINES
Oakland, California, USA
Oliver McCrum, titolare

Come ha scoperto la schiava?
Ho fatto la conoscenza della schiava quando ho iniziato a commerciare vini altoatesini. Amo la schiava con lo speck! Quando vent'anni fa ho avviato la mia azienda, sarebbe sicuramente stato ancora difficile vendere la schiava. Gli americani allora volevano soltanto vini rossi scuri e molto concentrati. Ma da una decina d'anni, da quando è uscito il film "Sideways", c'è stato un cambiamento nel modo di pensare, e adesso anche i vini rossi dal colore più chiaro vengono apprezzati. Ho incominciato con una schiava di Mumelter, almeno dieci anni fa. Oggi abbiamo nove schiave tra i nostri vini.

Cosa le piace in particolar modo di questa varietà?
Mi piace la facile bevibilità della schiava, la sua versatilità permette di gustare meglio le pietanze. È l'opposto dei vini che abbiamo qui in California, ma questo significa per noi anche che con la schiava disponiamo di una convincente alternativa da proporre agli amanti del vino.

I suoi clienti come vedono la schiava?
Penso che abbiano gli stessi motivi che ho io per apprezzare la schiava.

olivermccrum


VERKERK WIJNIMPORT
Amsterdam, Paesi Bassi
Mattijs Koornneef, direttore

Come ha scoperto la schiava?
Ho scoperto la schiava durante una visita a dei vignaioli altoatesini. Sono rimasto subito entusiasta dalla versatilità di questa varietà.

Cosa le piace in particolar modo di questa varietà?
La schiava ha molti modi di esprimersi. Può presentarsi come semplice, buon vino di facile beva, ma anche avere una cerca somiglianza con il Pinot Noir. Le versioni più semplici possono essere servite ben fredde, quelle più corpose si abbinano in modo straordinario ad affettati e carne bianca.

I suoi clienti come vedono la schiava?
I miei clienti sono felici di poter bere un vino rosso servito freddo, e apprezzano al contempo il suo carattere.

mattijs pfannestielhof


SAMS WINES
Korup, Danimarca
Karl-Erik Lindgaard Sams, titolare

Come ha scoperto la schiava?
Il mio primo contatto con la schiava l'ho avuto nel 2002 durante una gita in montagna. Alloggiavamo in un albergo a Ridanna e la sera ci è stato servito un Santa Maddalena a cena. Non conoscevo quel vino e mi ha subito entusiasmato. Era leggero come un rosato, ma con il sapore di uno splendido vino rosso. Da allora sono innamorato dell'uva schiava e del vino che se ne ricava.

Cosa le piace in particolar modo della schiava?
La sua elegante leggerezza, è facile da bere e ricca di profumi e sapore. Le sue discrete note amare la rendono l'accompagnamento ideale di pietanze salate. A mio parere la schiava è il perfetto vino di tutti i giorni.

I suoi clienti come vedono la schiava?
Attualmente qui in Danimarca c'è il trend dei vini rossi pesanti e molto alcolici. Spesso questi vini vengono da oltreoceano e sono puri prodotti industriali. Sono come i piselli in scatola, che non hanno nulla a che vedere con i piselli freschi. Una volta che si sono assaggiati i piselli freschi, non se ne vuole più sapere di quelli in scatola. Quando i nostri clienti si abituano ai leggeri vini di schiava, non vogliono più niente altro. Sono convinto che questo vino abbia un grande futuro in Danimarca. Lo consiglio col cuore, con amore e piena convinzione!


MORANDELL INTERNATIONAL GmbH
Wörgl, Austria
Franz Wagner, Sommelier

Come ha scoperto la schiava?
Vado spesso in Alto Adige, e nelle aree di produzione mi piace bere i vini locali.

Cosa le piace in particolar modo di questa varietà?
La sua leggerezza e la facilità con cui si apprezza questo vino, e inoltre lo si può bere leggermente fresco!

I suoi clienti come vedono la schiava?
Questo dipende principalmente dalla clientela del ristorante. La schiava è preferita principalmente dalle persone più anziane.

franz wagner





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